Festività nelle Case della Fondazione

Dicembre, nelle Case di Accoglienza della Fondazione, è un tempo che invita a rallentare, a prendersi cura, a ricostruire quel senso di calore e appartenenza che spesso le persone accolte hanno smarrito.

Nelle settimane che precedono il Natale, le Case si sono trasformate poco alla volta: le stanze si sono riempite di luci, colori e addobbi, scelti e realizzati insieme ai bambini. Montare le lucine, appendere le decorazioni e fare l’albero insieme ai bambini è stato un modo per stare insieme, sentirsi a casa e vivere il Natale con leggerezza. Gesti semplici che hanno aiutato a creare ricordi belli, fatti di sorrisi, condivisione e momenti felici da portare con sé.

«Vedere i bambini coinvolti, attenti a ogni dettaglio dell’albero, ci ricorda che il Natale non è la perfezione, ma il tempo condiviso. Anche un piccolo gesto, se fatto insieme, può accendere fiducia e serenità». – racconta Chiara un’educatrice del Tempio Votivo

Durante le vacanze natalizie, un ruolo prezioso è stato quello dei volontari, che non hanno fatto mancare la loro presenza nemmeno nei giorni di festa, che hanno dedicando tempo ai bambini: giocando, leggendo storie, aiutandoli a svolgere i compiti delle vacanze. Una presenza silenziosa ma fondamentale, capace di sostenere il quotidiano e di alleggerire le giornate, offrendo ai più piccoli un’attenzione speciale e costante.

Il periodo natalizio è stato anche occasione di uscite e momenti di scoperta. Tra queste, la visita al Villaggio di Natale di Bussolengo ha regalato a grandi e piccoli uno sguardo pieno di meraviglia: luci ovunque, musiche, colori, giostre. Per molti bambini è stato un momento di stupore autentico, per le mamme un tempo diverso, da vivere senza pensieri, tutti insieme. «È stato piacevole passare una giornata diversa dal solito e tutti insieme. C’erano anche le giostre e io e il mio bambino ci siamo divertiti tanto». – racconta Elisa, una mamma di Casa Nuova Primavera

In questi piccoli grandi momenti si costruisce il senso più profondo dell’accoglienza: offrire non solo protezione, ma normalità, bellezza, relazioni sane. Il Natale, vissuto nelle Case, diventa così un tempo di ricucitura, dove le ferite trovano spazio per respirare e la speranza può lentamente riprendere forma.